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Alcune Zone di Caccia (Croazia)

Caccia in Croazia

Con i propri cani da ferma, senza che occorra tanto di più, è possibile assaporare il piacere della vera caccia. Questo è quanto accade cacciando in Croazia…
Questa terra offre ambienti di caccia affascinanti, habitat naturalistici incantevoli ed ampie zone di caccia contraddistinte da una limitata pressione venatoria per quel che riguarda la caccia praticata con i cani da ferma su specie migratorie.
Le riserve di caccia Croate si raggiungono facilmente con i traghetti in partenza dal porto di Ancona (con destinazione Zara o Spalato) oppure percorrendo l’intero tragitto via terra (Trieste). Non vi sono problemi per l’importazione della selvaggina abbattuta e quanto alla attività venatoria su quaglie e beccacce si deciderà al momento la durata del soggiorno in base alle condizioni migratorie e agli esiti di caccia.
L’attività venatoria più in voga tra i cacciatori italiani che si recano in Croazia con al seguito i propri cani da ferma, è quella alla beccaccia. Il periodo migratorio più proficuo, in queste zone, è quello che intercorre tra la metà di ottobre sino ad inverno inoltrato (la stagione venatoria croata termina alla fine di Febbraio).
Nelle fasi iniziali della migrazione, sono predilette le riserve di caccia situate a quote di almeno 800/1000 mt sul livello del mare (le cosiddette zone di ingresso).
Una delle regioni croate che per conformazione territoriale meglio si presta in questo periodo della stagione, è la Lika. Il sopraggiungere della neve in questi territori e le condizioni climatiche che si fanno più avverse nel corso dell’inverno, inducono le beccacce a spostarsi più a sud, in prossimità della costa croata, dove è possibile proseguire la stagione venatoria sino alla sua regolare conclusione. Linee migratorie di importanza indiscussa, habitat intatti e scarsa pressione venatoria da parte dei cacciatori locali sulla specie migratoria in questione, concorrono a far si che il numero medio di incontri nelle fasi principali della migrazione sia di almeno 10 esemplari giornalieri. Altro migratore alla base del turismo venatorio in Croazia, è la quaglia. Considerata un po’ come una attività propedeutica rispetto alla caccia alla beccaccia, è infatti praticata da molti cacciatori italiani in un’ottica di preparazione ed addestramento dei propri cani da caccia. Il periodo venatorio in questo caso va da agosto (in concomitanza con l’apertura della stagione venatoria croata) a settembre inoltrato.
Le aree di caccia vengono individuate in corrispondenza delle rotte migratorie delle quaglie, prevalentemente su altopiani di varie altitudini, fino a degradare a stagione inoltrata in prossimità delle coste. Questa pratica consente di abbinare la caccia alla quaglia con brevi soggiorni al mare a beneficio dei familiari stessi dei cacciatori, che si siano eventualmente uniti a loro nella trasferta di caccia.

Pubblicato da canidacaccia

Appassionati di cani da caccia